lunedì 6 aprile 2020

I messaggi di padre Enrico - Settimana Santa #29

Lunedì 6 aprile 2020


Lunedì della Settimana Santa

Ben ritrovati amiche e amici carissimi e preziosi.
Oggi ci lasceremo interpellare da due parole: spreco e profumo

Testi: Is 42, 1 - 7 Sal 26(27) Gv 12, 1 - 11
Le letture di oggi ci aprono spiragli di verità, anzi diradano squarciandola la nebbia dai nostri cuori.
E' una sfida all'efficientismo, alla potenza umana che oggi si gioca, alle mille cose che hanno sempre il primo posto, alla fretta sempre impellente, e questo alla luce della Scrittura.
Prima Isaia: "Ho posto il mio Spirito su di lui, egli porterà il diritto alle nazioni". Bellissimo! Finalmente! E qui noi ci facciamo il film di solenni proclami, di adunate affollate e osannanti... ma restiamo sorpresi dalla modalità. "Non griderà, né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta!", e restiamo pensosi...
E nel Vangelo?: "Sei giorni prima della Pasqua". Ecco prendere luce questa figura di donna: Maria, dal modo di fare particolare. La casa era condotta dalla sorella Marta e, a fianco a lei, donna intraprendente capace operativa, agli occhi della gente Maria perdeva molti punti. Spesso la troviamo seduta ad ascoltare, a piangere. Ma il cuore, quando sente la presenza del Maestro, è una molla incomprimibile: lei scatta, così Maria si alza e "va in fretta" incontro a Gesù che è all'entrata di Betania. "Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi" (Gv 11,32). Quando ascoltava Gesù era seduta ai sui piedi, qui si getta ai piedi. Quanta delicata e adorante tenerezza in questa donna. E anche oggi, con questo gesto che spiazza e sorprende tutti: "prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i capelli".
Che generosità! Un'esagerazione, un eccesso, protestano i discepoli; l'evangelista Marco annota: "i discepoli si infuriarono", non solo Giuda. E Marco osserva che dissero: "perchè questo spreco?" (Mc 14, 4-5).
Spreco! Una parola-rivelazione. Non si può amare col ragionamento, tenendo tutto sotto controllo.
Un mio carissimo confratello ripeteva spesso: "Non si può amare senza essere almeno un pò spreconi!".
E poi il profumo "e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo". Il profumo non si vede, non si tocca, spesso non se ne riconosce neanche la provenienza, ma fa star bene. E' forse per questo che S. Paolo esortava i fedeli di Corinto: "Noi siamo il profumo di Cristo" (2Cor 2,15). Una testimonianza fiera e umile, "in uscita". Il profumo è come il sale, una volta che è messo nelle vivande non si può riprendere, così anche il profumo, quando è diffuso non è più recuperabile, è puro dono!
E dal nostro cuore scaturisce una preghiera: “Grazie, inefficiente e irradiante Maria; per noi maestra di amore adorante: tre volte si parla di te nel Vangelo e tre volte ti troviamo con passione tenera e delicata ai piedi del Signore”.

Spunti per la preghiera/riflessione
__1). Da quale parola delle letture di oggi ti sei sentito coinvolto, interpellato, incoraggiato?
__2). Come risuona in te la quasi definizione del credente "siamo profumo di Cristo"; come lo Spirito Santo ti chiama a esserlo?

E, terminando, diamo uno sguardo a questo mosaico di P. Marko I. Rupnik S.J., che si trova a San Giovanni Rotondo nella Chiesa dedicata a S. Padre Pio, vediamo Lazzaro, Marta, e Maria che con i capelli asciuga i piedi di Gesù, e sullo sfondo Giuda che tiene il sacchetto con la cassa che stringe a se, dalla quale cadono le monete, simbolo del prezzo di Gesù: "Quanto volete darmi perchè io ve lo consegni? E quelli gli fissarono trenta monete d'argento"(Mt 26,15-16).

A domani amici carissimi, con l'augurio che lungo questa giornata siate profumo di Cristo con i vostri familiari, e con chi vi sarà dato di incontrare, e anche un pò "spreconi".

Vostro P. Enrico s.j.

domenica 5 aprile 2020

I messaggi di padre Enrico - Domenica delle Palme #28

5 aprile 2020
DOMENICA DELLE PALME

Amiche e amici carissimi e preziosi
ci sia dato di vivere questa Domenica con raccoglimento e amore partecipe.

Testi: Is 50, 4 - 7 Sal 21 Fil 2, 6 - 11 Mt 26, 14 – 27, 66
AGONIA DI GESU'


Dipinto sulla porticina del tabernacolo nella cappella di Sant'Ignazio,
chiesa di San Michele, via Ospedale, Cagliari

" La Chiesa nasce dalla contemplazione del volto di Dio crocifisso" (Card. Martini).
Vi consiglio di trovare il tempo per leggere per intero il racconto della Passione secondo Matteo, magari riprendendolo in mano dopo la partecipazione alla Messa e distribuendo i vari passi del Vangelo lungo l'arco della giornata. Così il vostro cuore troverà nell'amore/dolore di Gesù un' ancora per rinsaldare la vostra speranza. Dio mi ama! Che cosa mi può mancare?

Due pensieri: 1. Brusco passaggio 2. Sulla solitudine
    __1). Questa domenica ci presenta un brusco passaggio dalla gloria fino alla consumazione di una congiura che scatena tutta la sua odiosa crudeltà.
    Da "Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo..!" (Sal 45) a "Non ha apparenza né bellezza ....Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori... si è addossato i nostri dolori". (Is 53, 2-4)
Anche Lui, il Messia, il Figlio di Dio che si è fatto uomo ha vissuto questo tracollo! Ma proprio nella morte ha scosso i cuori più induriti: "Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù ... dicevano: "Davvero costui era Figlio di Dio!". (Mt 27, 54)
Da una parte: ci troviamo a specchiarci nella gente di Gerusalemme, nei nostri voltafaccia: dal fervore della fede come la gente inneggiante a Gesù, che cavalcando un asino, entra a Gerusalemme, a riconoscere noi tanto benificati dal Signore, a rivolgere contro di Lui i suoi doni più belli (come la libertà, la salute, le nostre capacità affettive), proprio come possiamo immaginare che, tra coloro che gridavano a Pilato "Crocifiggilo", c'erano gole guarite e braccia risanate da Gesù, che si agitavano mostrando pugni e rabbia.
Dall'altra: il brusco passaggio da una situazione di normalità e di forza a un tempo in cui ci si sente improvvisamente spossessati di libertà, relazioni vicine, sport, riunioni comunitarie e culturali, concerti... Non è forse ciò che stiamo vivendo?
Contemporaneamente però qua e là attorno a noi (lontano e vicino), non vediamo crescere piantine di generosità, altruismo, dedizione assoluta... che ci sorprendono, perchè non eravamo più abituati?
    __2). La solitudine - Ascoltando e parlando con chi ha persone care ammalate e ricoverate in ospedale e chi purtroppo attraversa lutti dolorosi, oltre il dato oggettivo, ciò che fa soffrire in modo ancora più acerbo è il distacco fisico, l'impossibilità della vicinanza. Noi ora abbiamo un'impossibilità dettata da regole, che comunque a malincuore comprendiamo.
Per Gesù, no! Sono loro, gli amici che se ne sono andati: "Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono" (Mt 26,56). Gesù ha dovuto sopportare questa solitudine ancora più amara. Lui è in grado di comprenderci e può aiutarci a sostenere i nostri fratelli più soli, quelli esausti per la stanchezza, e chi ormai è sulla soglia della disperazione.
E' in questi fratelli che continua la Passione di Gesù.
Chiediamo a Lui che, mentre contempliamo il Suo volto sfigurato dal dolore, ci sia dato l'impulso d'amore e la creatività cosi che, con il suo aiuto, siamo capaci di inventare nuovi modi (poichè la vicinanza fisica non è possibile) di portare consolazione, umanità, speranza ispirati dall'unico vero Amore.


Spunti per la preghiera/riflessione
__1). Ricordi dei momenti in cui, come i discepoli, hai ceduto alla fuga e hai tradito l' amicizia? Come hai cercato di recuperare?
__2). Mentre ascoltavi il racconto della Passione ti sei riconosciuto in qualcuno dei personaggi, in quale in particolare? Personaggi come: il Cireneo, la Veronica... ti hanno ispirato?

Buona Domenica vissuta in intimità commossa e grata con Gesù!
Vostro P. Enrico s.j.

sabato 4 aprile 2020

I messaggi di padre Enrico - Quaresima #27

Sabato 4 aprile 2020


Sabato della V settimana di Quaresima

Buona giornata amiche e amici carissimi e PREZIOSI.
Soffermiamoci, oggi, a fissare lo sguardo su Maria.

Testi: Ez 37, 21 - 28 Sal Ger 31, 10 - 12b, 13 Gv 11, 45 - 56

 
Ieri Papa Francesco nella Messa a Santa Marta, ci ha stupito, non attingendo nell'omelia, ai testi della liturgia, ma parlando solo della Madonna e dei sette momenti di dolore che ha attraversato.
Non mi era nota questa tradizione. E nella mattinata ritornavo a quelle parole notando che, dal quarto dolore in poi, tutto era concentrato sulla Passione di Gesù.

(In questa immagine vediamo un particolare del Compianto sul Cristo morto, del Beato Angelico, 1436, Convento San Marco - Firenze)

Oggi è sabato, giorno dedicato a Maria, torniamo alle parole di Papa Francesco e lasciamo che sia lui a introdurci, a fissare il nostro cuore su quello di Maria: "Accompagnò Gesù, come discepola, perchè il Vangelo fa vedere che seguiva Gesù: con le amiche, pie donne, seguiva Gesù, ascoltava Gesù...
Soltanto discepola e madre. E così come madre noi dobbiamo cercarla, dobbiamo pregarla.
Oggi ci farà bene fermarci. E' madre. Nella Chiesa madre....
Oggi ci farà bene fermarci un pò a pensare al dolore e ai dolori della Madonna e come li ha portati bene, con forza e con pianto..."(Papa Francesco omelia del 03/04/2020).
Mentre riflettevo su queste parole e meditavo di farvene parte, perché Maria ci prepari a vivere bene la Settimana Santa, mi ha raggiunto una mail con questa pagina che mi ha scosso e ravvivato l'amore per Maria. E' di una mamma amica. Desidero condividerla con voi, vi lascio a questa pagina, fiducioso che anche a voi sia di aiuto questo fissare gli occhi del cuore guardando a Lei che sale il Calvario dietro al Figlio.


Stabat Mater - Passione secondo Maria

"Corri Maria.
E' l'ora!
L'hanno preso e salgono al Calvario".
La voce del discepolo che Gesù amava
a travolgere il nuovo giorno.
E Maria vola
sul sentiero sassoso.
Tagli feriscono i piedi polverosi,
respiro affannato,
sudore impastato d'angoscia.
Eccolo: stagliato in un angolo stretto della strada,
oppresso dal braccio di una croce.
Fissa gli occhi nello sguardo sanguinante
del figlio amato.
Vieni con me, mamma.
Ho ancora bisogno di te.
Cullami ancora.
Stringimi con la forza e la tenerezza
di quando giocavamo nel prato.
Ma il martello ora non è più
il gioioso battere di Giuseppe;
ogni colpo strazia il corpo del Figlio
e il cuore della madre.
Ritta protesa fino allo spasimo
verso di Lui che ogni respiro scuote di strazio.
Sa che quel dolore non cesserà:
l'immensità di nuovi figli lo renderà infinito.
Non piange più Maria.
Ricorda il suo si.
Si è fatto buio.
Accogli il figlio tra le braccia
e nel cuore un altro penoso amore.
Ripete il suo sì.
E' ancora lontana la luce del terzo giorno.


Spunti per la preghiera/riflessione
  1. Pensando a Maria che cosa mi commuove, che cosa alimenta il mio amore e la mia fiducia?
  2. Quali sono le preghiere che, sento, mi uniscono più a Lei?

Buona giornata amici carissimi e a presto!
Vostro P. Enrico s.j.

venerdì 3 aprile 2020

I messaggi di padre Enrico - Quaresima #26

Venerdì 3 aprile 2020
 
Venerdì della V settimana di Quaresima
Ecco un nuovo giorno che si apre davanti a noi!
Buon cammino carissimi e preziosi amiche e amici.
Nel deserto oltre la stanchezza! Questa sarà, oggi, la nostra richiesta.

Testi: Ger 20, 10 - 13 Sal 17(18) Gv 10, 31 - 42


Ancora pietre contro Gesù! E dopo poco "cercarono nuovamente di catturarlo"!
Il cerchio dell'insofferenza, della gelosia rabbiosa si stringe sempre di più. Anche questa volta a scatenare il loro odio, sono state parole di bontà e di verità proposte in modo affabile: "Io sono il buon pastore...le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono... Il Padre mio, che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola" (Gv 10, 14 . 27 - 30). Questa ultima parola è come la chiamata "alle armi" per i farisei. "Raccolsero le pietre per lapidare Gesù", da qui comincia la pagina del Vangelo di oggi. Si quello che Lui fa possiamo sopportarlo purché non di sabato. E' vero ci toglie un pò di popolarità, ma sopportiamo. Ma che con la sua predicazione, si alzi un gradino sopra di noi e ci declassi da maestri ad alunni, questo è insopportabile. Chi crede di essere? Bestemmia! Così pensavano i farisei. Quelle pietre, anche solo minacciosamente raccolte, quanto devono aver ferito il cuore di Gesù! E ancora una volta deve allontanarsi, ma non si rinchiude in un rifugio per starsene lì pauroso, in silenzio, rassegnato. Lo ricordavamo poco tempo fa "Sono venuto a portare il fuoco sulla terra" e quel fuoco continua ad ardere, ad accendersi là dove è possibile.
Ora è il tempo del deserto proprio là, dove aveva ricevuto il Battesimo da Giovanni. E anche in quella landa, scomoda e solitaria, la gente va a cercarlo e ad ascoltarlo; perché, una volta che si è trovata la Sorgente buona, non se ne può stare lontano. Quell'acqua riporta vita nelle anime inaridite.
Ce la sentiamo vicina questa gente che cerca Gesù e la sua parola, anche nelle scomodità e nelle difficoltà. In questi tempi di restrizioni, di limiti di contatti, metafora del deserto, come mai prima ne avvertiamo la sete di quella parola, la sentiamo indispensabile.
Forse è un tempo, il nostro, in cui senza le emozioni che ci davano la Messa, l'assemblea con tanti amici, ricevere la Comunione dalle mani del sacerdote..., siamo un pò anche noi a cercare e incontrare Gesù nel deserto. Non ci scoraggiamo, il Piccolo principe diceva "il fascino del deserto è che da qualche parte nasconde un pozzo". Verrà il momento del ritorno, degli abbracci, dei Sacramenti ricevuti, della Comunità... e gusteremo come non mai senza la patina del dejà-vu, che, forse senza accorgercene, ci faceva scadere in qualcosa di abitudinario, di scontato.
E vorrei ritornare un attimo al fuoco che trova sempre un luogo dove ardere; e, spento da una parte, si riaccende più vivo dall'altra. Alludo alla tenacia, al non arrendersi, alla capacità di rialzarsi sempre-ogni volta-di nuovo e riprendere il cammino. Guardiamo a Gesù, che già più volte ha rischiato le pietre, ma non si è mai lasciato scoraggiare. Il Card. Martini la chiamava "instancabile ripresa".
Il Signore, al di là delle nostre altalene di umore, attizzi un fuoco, anche una scintilla sola dentro di noi, ma che sia inestinguibile, o sempre capace di riaccendersi.

Spunti per la preghiera/riflessione
__1). "Tutti ti cercano o Cristo, si tutti ti cercano perché tu li hai cercati per primo" (Giovanni Paolo II): ti senti uno dei chiamati che cercano la Sorgente?

__2). Ti fermi a contemplare Gesù che, con mite fermezza, riprende sempre il suo cammino e la sua missione? Che cosa ti dice l'espressione "l'instancabile ripresa"?

__3). Hai trovato il Pozzo nel deserto di oggi? A quali "fontanelle" (letture, preghiere, amici....) ti stai dissetando per cercalo meglio e gustarlo di più.

Buona giornata amici carissimi e a presto!

Vostro P. Enrico s.j.

giovedì 2 aprile 2020

I messaggi di padre Enrico - Quaresima #25

Giovedì 2 aprile 2020

Giovedì della V settimana di Quaresima 15° anno dalla morte di San Giovanni Paolo II

Ben ritrovati amiche e amici carissimi e preziosi. Che sia una giornata serena e benedetta!

Oggi chiederemo, sostenuti dalla Parola, di comprendere e vivere
l'alleanza/appartenenza con Lui, il Signore!

Testi: Gen 17, 3 - 9 Sal 104(105) Gv 8, 51 - 59

La pagina del Vangelo di oggi è la continuazione della discussione tra i farisei e Gesù e assume toni drammatici. Oggi diventa scontro duro e decisivo. Quando Gesù dichiara, luminosamente, la sua identità trascendente: "Prima che Abramo fosse Io Sono", i farisei messi con le spalle al muro, rosi dall'odio: "raccolsero delle pietre per gettarle contro di Lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio". Gesù dunque, ancora una volta, evita loro di macchiarsi del tremendo delitto dell'assassinio di una persona giusta. Da qui in poi il racconto di Giovanni sarà un susseguirsi di decisioni sempre più immotivate, e incalzanti di eliminare Gesù.

Degli argomenti portati da Gesù in questa discussione si può riconoscere un filo rosso che ci riguarda direttamente. Il filo rosso è quanto dice sulla sua parola. Ieri abbiamo letto: "Se rimanete nella mia parola sarete davvero miei discepoli" e Papa Francesco, nella Messa a S. Marta aveva commentato : "Quelli che rimangono nella Parola di Gesù hanno la propria identità cristiana... Rimane nel Signore" cosa significa? Lasciarsi guidare dallo Spirito...chi rimane nel Signore è un unto, un unto dallo Spirito”.
Dunque sentirsi unti dallo Spirito, è sentirsi scelti per vivere un'alleanza con Dio, sulla scia di Abramo, con un'alleanza perenne, così la lettura della Genesi.
Ed ecco che Gesù, nella pagina di oggi, ci apre un nuovo aspetto: l'efficacia misteriosa, indilazionabile, forte della Parola "Se uno osserva la mia parola non vedrà la morte in eterno".
Allora cominciamo a intuire meglio il perchè. L'alleanza che Dio ci offre, a cui calorosamente ci invita, non è solo un rapporto di vicinanza, di reciproco aiuto, di solidarietà...l'alleanza è appartenenza! Con il Battesimo siamo diventati una sola cosa con Cristo. Il Battesimo e quindi il vivere da discepoli, è auto-espropiarsi di se stessi per donarsi totalmente all'Altro, al Signore e similmente ai fratelli.
"Io ti ho chiamato per nome, tu sei prezioso ai miei occhi... tu mi appartieni" (vedi Is 43,1-5). Si, Signore, la mia vita è tua, ma tu sei il mio Signore! Un' appartenenza accettata liberamente; un'appartenenza che vive e cresce nella reciprocità.
Ecco dunque le due rivelazioni entusiasmanti sulla Parola :
    __1). il rimanere nella parola cioè lasciarsene abitare e impregnare fino a risultare unti dallo Spirito, questo segna la nostra identità di discepoli.
    __2). osservare la parola cioè trovare in essa la molla per scegliere, agire, amare ci innalza a quella alleanza/appartenenza con Gesù da diventare già da ora, in modo reale sebbene iniziale, partecipi della pienezza della vita stessa di Gesù, della vita che è eterna.

Spunti per la preghiera/riflessione
    __1). L' alleanza/appartenenza con Dio chiede di essere custodita, riconfermata all'inizio di ogni nuovo giorno: come la vivi e la ravvivi?
    __2). Che cosa senti nel tuo cuore quando pensi che tu appartieni a Dio e Dio appartiene a te?
    __3). Come la tua alleanza con Dio influenza il rapporto con i fratelli (attenzione, pazienza, generosità, altro...).

Buona giornata e tanta serenità e vicinanza con il Signore a tutti e a ciascuno di voi.
Arrivederci carissimi amiche e amici! 
 
Vostro P. Enrico s.j. 
 


mercoledì 1 aprile 2020

I messaggi di padre Enrico - Quaresima #24

Mercoledì 1 aprile 2020


Mercoledì della V settimana di Quaresima

Felice di darvi un altro buongiorno amiche e amici preziosi e molto cari.
Oggi chiederemo la libertà di coniugare e intrecciare dolore e gioia, gelo e amore.

Testi: Dn 3, 14 – 20 . 91 – 92 . 95 Dn 3, 52 - 56 Gv 8, 31 - 42.

"Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi", da sempre questa parola di Gesù accende, ogni volta che la ri-ascoltiamo, una nostalgia bruciante, risveglia un desiderio profondo nella parte più intima di noi stessi. Il testo del libro di Daniele è, se volete, una suggestiva realizzazione di quella Parola.
I tre giovani ebrei, sono in esilio a Babilonia, (li vediamo qui rappresentati nel mosaico di P. Marko I. Rupnik S.J., che si trova nella Cripta della Chiesa di S. P. Pio a San Giovanni Rotondo), si sono distinti tra i loro coetanei, e hanno attirato la considerazione e la stima del re, ma vengono sottoposti a una prova: adorare la statua d'oro. Essi si rifiutano. Vengono condannati a essere bruciati vivi e gettati nel fuoco. Ma, tra le fiamme, essi cantano inni a Dio: sono ben 40 le benedizioni che essi proclamano (nel salmo responsoriale ne vengono riportate solo sei). Un Angelo del Signore, sceso con loro nella fornace, li salverà. Proprio nel momento più drammatico, i tre giovani elevano un canto di gratitudine gioiosa a Dio.
E Maria quando eleva il suo "Magnificat"? Quando, ancora sofferente per i dubbi (onesti!) di Giuseppe, ma pur sempre dolorosi per lei e per Giuseppe stesso, sfinita per il lungo viaggio, a piedi e a dorso d'asino, da Nazareth a Ain Karim, dove abitava la cugina Elisabetta, “con la voce sfiatata” (così il biblista Pino Stancari) ha pronunciato il suo cantico al Signore.
E, d' altra parte, anche San Francesco ha scritto le strofe più luminose del Cantico delle Creature quando era, ormai, quasi del tutto cieco, le stigmate gli procuravano dolori lancinanti e aveva il cuore trafitto dalla divisione in atto tra i suoi frati.
E, allargando l'orizzonte al nostro drammatico oggi, non vediamo levarsi un vero e diffuso inno umano/divino alla Carità nella dedizione assoluta di tanti medici, infermieri, operatori sanitari, ma anche tecnici, operai specializzati e semplici sconosciuti uomini e donne! E restiamo stupiti... e rivive in noi la fierezza di essere uomini e italiani.
Questo ci stupisce: i canti più alti di lode a Dio scaturiscono da situazioni estreme di sofferenza.
Il segreto? Far passare il fuoco da fuori a dentro, per essere abitati dal fuoco stesso! Per i tre giovani il fuoco che ardeva dentro era la fede, che non dipendeva dall'esito della loro sorte, infatti: "anche se non ci liberasse...".
Ma come far vivere questo fuoco dentro di noi? Mi pare che ci siano di aiuto tre indicazioni.
    __1). Saper dare un senso, orientare, quasi timonare il proprio dolore (malattia, stanchezza, delusione), caricandolo di un significato di dono/amore per Dio, per un fratello, per una sorella, per un amico, sapendo che il Signore non spreca niente: "le mie lacrime nel tuo otre raccogli" (Salmo 56-57, 9).
    __2). Sapere che proprio nei momenti più bui, più dolorosi, più vuoti il Signore è con te, è lì e ti ama, anzi proprio in quei momenti sei il figlio più amato, come il figlio ammalato lo è per la mamma. E poi "Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze" (1Cor 10,13).
    __3). Per avere il fuoco nel cuore, non tenerlo per te, riscalda chi incontri.
E ricorda che la grazia di Dio è alla base di tutto.

Terminando una citazione davvero toccante: "Sullo sfondo oscuro e freddo di un mondo colpito da una ignota catastrofe, brilla la luce della relazione di un padre e del suo bambino: «Ce la caveremo, vero, papà?», «Sì. Ce la caveremo». «E non ci succederà niente di male». «Esatto». «Perché noi portiamo il fuoco». «Sì. Perché noi portiamo il fuoco»". (in Alessandro D'Avenia, Ultimo banco, Corriere della Sera 30/03/2020).

Spunti per la riflessione/preghiera
__1). Gesù aveva detto: "Sono venuto a gettare il fuoco sulla terra ..." (Lc 12,49). Ringrazi il Signore e custodisci il fuoco del tuo Battesimo, della tua fede?

__2). Nel momento della prova che cosa ti aiuta ad aprire il tuo cuore alla fiducia e alla serenità?

Buona giornata e buon inizio del mese di aprile.
Arrivederci carissimi amiche e amici! 
 
Vostro P. Enrico s.j.