Alberto
Moravia, non proprio un modello di fedele devoto, scriveva:
"Il Natale ci fa pensare a quelle anfore romane, riemerse, tutte ricoperte di conchiglie e di incrostazioni, che le rendono irriconoscibili. Per ritrovarne la forma,bisogna togliere tutte le incrostazioni. Così il Natale. Per ritrovarne il significato autentico, bisogna liberarlo da tutte le incrostazioni consumistiche, festaiole, abitudinarie, cerimoniose, ecc."
L'augurio
è dunque di vivere un Natale "disincrostato", con Gesù
che sia veramente l'amico che fa del cielo uno scivolo ("Piega
il tuo cielo e scendi" Sal 144,5) e che dalla Pace Alta gioiosa
e inattaccabile del Paradiso si butta giù in un volo spericolato
solo per amore di me, di te, di ognuno, di tutti, per condividere la
nostra piccola esistenza e riportarla verso la pienezza della gioia.
Auguri
sinceri, semplici, ma il cuore è grande.
P.
Enrico
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