venerdì 22 dicembre 2017

Auguri di Natale

BUON NATALE!

Carissimi amiche e amici,
il Natale, con il figlio di Dio che viene ad abitare in mezzo a noi e si presenta come piccolo bambino, è ormai alle porte.
Mi piace sentirmi unito a voi - con cui condividiamo il dono degli esercizi spirituali che ci è dato di vivere e gustare come esperienze dell'intera famiglia - nell'attesa di questo semplice e grande evento, inizio visibile della nostra salvezza.
Vi offro i due momenti della mia preghiera di questi giorni:

Il primo è l'espressione di un vuoto e di un'attesa: 
la sedia vuota dipinta da Van Gogh lo manifesta
La sedia di Gauguin - Vincent van Gogh  1888 - National Gallery - Londra
 
Quella sedia, semplice ma ben rifinita, è il tuo cuore, è il mio cuore, è il grembo della tua famiglia.
I due libri buttati lì in disordine sono quello che sappiamo, quello che abbiamo e che non ci basta. 
Ma c'è anche una piccola fiamma vibrante che brilla e rimane accesa: è il nostro cuore che non si rassegna e arde del desiderio che quel posto venga occupato da Chi può riempire, senza delusioni, la nostra vita.

Il secondo: davanti al Figlio di Dio che è nato mi fermo a fissarlo, stupito, quasi incredulo, ma con nel cuore
tanta pace profonda che si colora lentamente di immensa gratitudine.  
Karl Rahner, grande teologo gesuita del novecento, ci guida in questa breve e intensa contemplazione.

"Dio è venuto. È qui. E di conseguenza tutto è diverso da quello che a noi appare. 
Noi siamo chiamati a contemplare in tutto il suo splendore il volto stesso di Dio.
Proclamare che è Natale significa affermare che Dio, attraverso il Verbo fatto carne, 
ha detto la sua ultima parola, la più profonda e la più bella di tutte;
l’ha immessa nel mondo e non potrà più riprendersela, 
perché si tratta di un’azione decisiva di Dio, 
perché si tratta di Dio stesso presente nel mondo. 
Ed ecco ciò che dice questa parola: “Mondo, ti amo! Uomo ti amo!” …
Questa parola d’amore fatta carne viene a dirci che fra il Dio eterno e noi deve stabilirsi
una comunione personale la cui intimità è quella di un faccia a faccia e di un cuore a cuore,
una comunione personale la cui esistenza è già un fatto 
da quando il Figlio di Dio ha aperto gli occhi alla luce di questo mondo".

Sentendomi in una particolare consonanza con i miei confratelli che condividono la gioia di guidare i vostri esercizi spirituali, sento di poter interpretare anche i loro sentimenti di affetto e di auguri per voi.
Con la speranza di poterci presto sentire e magari abbracciare nel benedetto fine settimana del 27-28 gennaio, 
vi abbraccio forte  
p. Enrico sj

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