giovedì 19 febbraio 2015

Lettera di una famiglia

LA LUCE DELL'AMORE DI DIO
SI STRINGE INTORNO
ALLA FAMIGLIA DI PAOLA

Vi riportiamo qui di seguito la lettera scritta da Serena e Massimo Di Paola, 
che hanno voluto condividere la loro esperienza vissuta nei difficili momenti 
di forte preoccupazione per la salute del loro piccolo Andrea; 
esperienza che è diventata testimonianza reale e tangibile dell'amore di Dio 
che si è fatto loro vicino e presente attraverso i "fratelli e sorelle" di cammino.


Come sapete il giorno 6 febbraio io, Serena, Claudia e Andrea ci siamo messi in viaggio per Roma per partecipare all'incontro di verifica e programmazione degli Esercizi Spirituali per famiglie. A Roma siamo stati ospiti dai carissimi Salvatore e Antonella con le figlie Kate e Gabi. Purtroppo già dalla notte tra venerdì e sabato Serena e i bimbi sono stati attaccati "barbaramente" da un virus che ha provocato in loro febbre alta, dissenteria e vomito. Sabato pomeriggio sono riuscito appena a vedervi e a partecipare brevemente all'incontro, ma per quel poco è stata una gioia stare insieme a voi.

Domenica 8 febbraio siamo riusciti con non poche difficoltà a rientrare a Catania. 

Lunedì pomeriggio Andrea ha avuto una prima contrazione degli arti superiori che non è passata inosservata a Serena. La sera decido di portare il piccolo al pronto soccorso e già in sala d'attesa si è ripetuta una terza crisi. Il medico del pronto soccorso pediatrico dopo aver eseguito varie analisi, i cui risultati erano nella norma, decide di dimettere il bimbo, ma ecco qui una delle tante circostanze importanti che hanno permesso di curare nei giusti tempi Andrea. Sto per prendere il foglio delle dimissioni quando Andrea scivola dalla sedia proprio come un'anguilla, gli occhi sono deviati in basso; in quel momento passa un altro medico, neurologo infantile, che rivisita Andrea. Una successiva crisi convince gli stessi medici che Andrea va ricoverato, e subito. Nell'ora successiva Andrea ha manifestato tantissime crisi, alcune con irrigidimento degli arti, della testa, occhi deviati alternati a momenti di completa assenza. Una dottoressa ha ipotizzato che il virus che aveva provocato la gastroenterite non ha fatto altro che "slatentizzare" qualcosa che già c'era.  In pratica dovevamo rassegnarci e abituarci a vedere Andrea così come ci appariva, con lo sguardo assente, con queste crisi.

Non dimenticherò mai questo momento che ha cambiato la nostra vita. Io e Serena ci diamo forza: "il Signore non ci darà un peso che non possiamo portare". Quella notte ho avuto un momento forte con il Signore, durante la preghiera, alla quale mi sono sin da subito "aggrappato", mi sono consacrato a Gesù. Ho rimesso la mia vita completamente a Lui: «Dove Tu mi vuoi e come Tu mi vuoi, io sarò!». Apro gli occhi la mattina chiedendo al Signore di allargare il mio cuore e di darmi la grazia di poter capire cosa, nella giornata che si affaccia, posso fare e cosa mi chiede di fare. Serena che ha passato la prima notte con Andrea, colpito da altre crisi, e nella sua preghiera al Signore ha consegnato a Lui tutti i pesi, vivendo da quel momento in piena fiducia.

Ad Andrea dopo vari esami, più o meno invasivi, è stata diagnosticata una encefalite e una probabile meningite. Bisognava capire la causa. Saputo che non era di origine batterica ma virale è stato estratto il liquor (o fluido cefalorachidiano), in anestesia totale, per accertare la presenza o meno di virus. Giorno dopo giorno sono arrivati i risultati negativi circa la presenza dei virus più aggressivi  sino a quando, per farla breve, si è arrivati ad una diagnosi molto meno "dura": l'encefalite è stata causata da un rotavirus...

Oggi (martedì 17 febbraio) siamo ritornati a casa con grande felicità. Ora bisogna sicuramente monitorare il decorso e fare degli accertamenti periodici, ma rispetto a ciò che si prospettava ci sembra di aver riavuto in vita Andrea una seconda volta.

In questi momenti forti, anche se a tratti ci siamo sentiti sprofondare nel buio più buio, abbiamo sentito in noi una forza "gentile", pacata ma grande, grande più grande di noi. La presenza del Signore è stata visibile in tante cose, nell'amore con il quale tre medici hanno curato Andrea (abbiamo pregato insieme a voi anche per loro), nella vicinanza di tanti amici e parenti, ma soprattutto nella vicinanza "comunitaria" della preghiera. L'unione nel Signore è stata forte, commovente. Tanti amici, tante comunità si sono strette attorno a noi in preghiera. Tutto ciò ci ha commosso, ci ha dato forza, ci ha fatto piangere perché ci siamo sentiti abbracciati dal nostro Padre.

Noi comunità "Esercizi Spirituali per famiglie sulla scia di sant' Ignazio di Loyola" siamo stati in costante contatto utilizzando il gruppo creato su Whatsapp, inizialmente per comunicazioni di servizio, che poi si è rivelato un canale per la preghiera comunitaria che ci ha sostenuto in ogni istante di questi giorni lunghissimi. È stato bello sentire che il Signore ha messo voi tutti nel bel mezzo del nostro cammino.

Il Cardinal Martini ha scritto in un suo libro che la nostra ricerca vocazionale è una ricerca nel quadro della comunità in cui Gesù è al centro e le dà forma, figura e dinamismo. Sin da subito avete pregato per noi e con noi. Vi siete subito preoccupati, voi sparsi in vari posti d'Italia, come una grande famiglia. Strano a dirlo ma durante il giorno "aprivamo" Whatsapp per sentirvi vicini nel Signore. 
Abbiamo ancora impresse le vostre preghiere «Una preghiera all'angelo custode di Andrea», «Sto iniziando a dire il Rosario, chi può si unisca alla preghiera», «Chiediamo l'intercessione di Chiara Lubich», «Ti stiamo vicini nella preghiera, confida nel Signore», «Propongo assieme alla preghiera  di digiunare stasera per Andrea», «Appena lo avete tra le braccia ricolmatelo di baci», «Siamo con voi, continuiamo ad invocare il Signore che non ci abbandona» e soprattutto quell'appuntamento ormai quotidiano del Santo Rosario, insieme, uniti tutti alle ore 21:00.

Ricordiamo anche la circostanza in cui i medici, con in testa il professore, non riuscivano a spiegarsi come malgrado un'infezione importante all'encefalo, e l'elevato numero di crisi avute qualche giorno prima, Andrea appariva così "precocemente" sereno e sveglio. Abbiamo parlato della preghiera incessante e comunitaria ad una dottoressa (una di quelle che si è donata pienamente alla cura di Andrea, con amore e professionalità straordinaria); le abbiamo fatto leggere alcune delle vostre preghiere, le abbiamo parlato un po' di "noi" uniti nel Signore, del cammino di fede intrapreso, e lei ha detto: «Prima che andate via lasciatemi un contatto, mi piacerebbe saperne di più!». Oggi prima di lasciare l'ospedale le abbiamo lasciato il foglietto con il logo e il riferimento del blog degli "Esercizi Spirituali per famiglie sulla scia di S. Ignazio di Loyola", e un invito per la lectio divina che ogni venerdì i nostri cari padri gesuiti della parrocchia "Crocifisso dei miracoli" di Catania ci donano con amore. Chissà!!!!

Carissimi, concludiamo ringraziandovi e ringraziando il Signore per tutti i benefici che ci ha accordato. Manteniamoci uniti nella preghiera incessante, aperti alle necessità di quanti incrociano il nostro cammino e attenti alle realtà sia vicine che lontane, invocando con Maria la pace nei cuori, la pace che solo Dio ci può dare, e "facendoci segno" per tutti coloro che sono senza speranza. 

Uniti nel Signore,

           Serena e Massimo

Continuiamo a pregare con loro e per loro,
ma anche per tutte le famiglie che si trovano nella prova fisica e/o spirituale,
per la pace e la concordia fra i popoli e per le intenzioni di Papa Francesco,
recitando quotidianamente il santo Rosario alle ore 21.00
(o in qualsiasi altro momento della giornata).
Grazie per quanti si vorranno unire a questa piccola grande "famiglia di famiglie"!

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