mercoledì 1 febbraio 2017

"A caldo" dopo l'incontro di coordinamento a Roma.

Alcuni momenti della Due-giorni di coordinamento svoltasi a Roma, il 28 e 29 gennaio 2017

Quando sono partito per partecipare all'incontro di verifica degli Esercizi Spirituali 2016 e di programmazione per quelli della prossima estate ero un po' "giù di corda" a causa del momento di prova che si sta passando in famiglia; motivo per il quale mi sono messo in viaggio fisicamente da solo. Già dall'inizio del viaggio però ho avvertito "il sussurro di una brezza leggera": sul gruppo WhatsApp arrivavano le notizie delle varie famiglie che da ogni parte d'Italia si muovevano per giungere a Roma. Elena, leggendo i vari messaggi, non ha potuto fare a meno di esordire dicendo: "Non so voi... io mi commuovo... da Trento, da Catania". Sì, anche a me questa dinamicità, questo gioioso movimento di famiglie ha riempito il cuore di gioia! Ed è proprio la gioia del Vangelo che ha mosso tutte queste famiglie che, con lo sguardo fisso su Gesù, hanno deciso di confrontarsi sul come riproporre ad altre famiglie la grazia ricevuta; cioè incontrare il Signore in un cammino personale, di coppia, di famiglia e con altre famiglie: gli Esercizi Spirituali per famiglie appunto!

Umberto Bovani, responsabile per la spiritualità familiare legata ai gesuiti, sapientemente ha evidenziato le ragioni che portano sempre più famiglie a FARE gli Esercizi Spirituali e poi a rimanere totalmente dentro gli Esercizi nel vivere ordinario, a casa, al lavoro, nelle difficoltà: «Siamo in cammino nella direzione di una "santità diffusa", confusa tra le strette maglie di una vita semplice, apparentemente ordinaria; una santità non per pochi... una santità a volte smarrita nel disordine di ogni giorno. E in questa densità di vita spesso ci si smarrisce senza neanche accorgersene, ed è proprio da qui che si deve ri-partire. Questo è il nostro "Principio e fondamento": ritrovare il senso del nostro esistere nella grammatica del vivere ordinario. Dunque, gli Esercizi servono a ridisegnare un'appartenenza, ritrovare il cammino smarrito insieme a colui/colei che il Signore ci ha messo accanto; l'altro, che ci permette di capire da dentro ciò che possiamo vedere solo da fuori. Facciamo gli Esercizi non perché la nostra vita sia povera di eventi, ma perché ogni evento, come la nostra vocazione sponsale, rivendica uno spazio dove possa essere guardato nella sua realtà e quindi contemplato, e quindi compreso»

Padre Pino Piva, responsabile per gli Esercizi Spirituali della Provincia d'Italia dei Gesuiti, ha evidenziato però che la famiglia deve essere evangelizzata, deve lasciare spazio al Signore. Il Signore col Vangelo vuole portarci un messaggio di gioia e chiede la "conversione alla gioia". Ma il Vangelo è anche una sfida per la famiglia; una sfida che passando per la fatica e la prova porta alla morte della "famiglia che lega e non genera", per poi farla risorgere, e farla diventare portatrice di un futuro e luogo di relazioni inclusive... famiglia accogliente.



Non sono mancati altri doni: una settima sede per Esercizi Spirituali per famiglie in Veneto e soprattutto la possibilità, ormai sempre più concreta, di aumentare le maglie di una RETE DI FAMIGLIE IGNAZIANE costituita da famiglie che hanno sperimentato il dono degli Esercizi Spirituali e che hanno il desiderio di riproporre ad altre famiglie questo cammino; proponendo la spiritualità ignaziana in chiave laicale e domestica. 

In ultimo, mi sento di ringraziare le famiglie romane per la fraterna accoglienza, Elena e Paolo per il prezioso lavoro di coordinamento, p. Enrico Deidda e i padri gesuiti che ci seguono in questo cammino, le guide laiche e ciascuno dei presenti per il contributo dato. Sono tornato da poco a Catania, ho portato in famiglia i vostri abbracci, le vostre preghiere, i vostri sguardi... nuovamente "il sussurro di una brezza leggera"... Grazie al Signore perché ha voluto donarci tutto ciò. 


P. Enrico Deidda sj con Massimo Di Paola, referente della sede della Sicilia

Massimo, da Catania

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