martedì 2 settembre 2014

Lettera di Suor Paola

Suor Paola Carta, che ha affiancato P. Enrico Deidda come guida agli EESS al Pozzo di Sichar, in Sardegna, ci scrive così:

Carissimi tutti, ciao.
Il rientro alla vita ordinaria mi ha permesso di gustare di più e meglio la bellezza dei giorni trascorsi a Sichar. Porto in cuore soprattutto lo stupore e la gratitudine per ciò che Dio opera nelle anime che lo cercano sinceramente. Credo sia un forte segno di speranza. I momenti salienti sul piano personale sono stati caratterizzati dai colloqui e dall'adorazione. Nei colloqui mi ha colpito molto l'apertura d'animo, la trasparenza e la capacità di mettersi e rimettersi in gioco da parte di tutti. Non sono mancati propositi di impegni concreti per coltivare la vita interiore.


Mi è sembrato davvero un dono grande essere testimone di percorsi di vita così belli. In tanti ho potuto osservare con gioia una vera e propria trasformazione fisica dall'arrivo rispetto alla partenza, quasi una "trasfigurazione". Nell'adorazione ho goduto della folta presenza. Credo che il cielo abbia fatto festa. Sarei rimasta tutta la notte, ma alle due, con dispiacere, ho deciso di andare a letto per riuscire ad essere dono durante la giornata.

E poi i bambini. . . . . che meraviglia!
Mi hanno commosso la serietà e la profondità con cui hanno fatto il loro percorso e che hanno trasmesso con la gioia che solo loro riescono a portare dove passano. Così pure i ragazzi, davvero ammirevoli per impegno e dedizione. Custodisco tutto come grazia e lo porto all'altare nella preghiera quotidiana affidando tutti e ciascuno in modo speciale.

Desidero condividere un pensiero che a me ha fatto tanto bene.
Si tratta della conclusione dell'omelia che il vescovo di Rimini, Mons. Lambiasi, ha tenuto domenica scorsa al meeting di CL.

"Anche a noi oggi Gesù affida la sua Chiesa, questa casa con crepe e brecce, che ha continuo bisogno di essere riparata, come la Chiesa del tempo di Francesco d'Assisi, che era tutta in rovina. Noi non ci sentiamo affatto delle rocce, ma solo delle piccole pietre, dei poveri sassetti. Ma nessun sassetto al mondo è inutile, ricordava giusto sessant'anni fa Federico Fellini nel film "La strada". Altrimenti "tutto sarebbe inutile, anche le stelle". Anzi in mano a Gesù ogni sassetto diventa prezioso. Perché Lui è fatto così: prende il primo ciottolo che incontra per strada e lo colloca dove ne ha bisogno.
Quel ciottolo sei tu, sono io, ognuno di noi. Lui ti guarda con infinita tenerezza e si mette a cesellare la tua povera vita; getta via le cianfrusaglie, ma non ti fa fare brutta figura. E che ti importa se ti mette sopra una volta che tutti ammirano o sotto il pavimento a cui nessuno bada? Ciò che importa è trovarti nelle sue mani, malleabile, utile, per essere collocato là dove lui da sempre ti ha sognato, nel posto preparato proprio apposta per te. E tu, tutti noi, per quanto piccoli sassi, siamo però resi dal suo amore "pietre vive", e dunque abbiamo una voce, e possiamo gridare a Dio la nostra felicità."

Questa riflessione mi ha fatto gioire un sacco e mi ha fatto sentire un ciottolino felice perché sono nelle Sue mani.

Auguro a ciascuno la gioia di sentirsi prediletto.

Un abbraccio grande,

sr. Paola


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