domenica 24 maggio 2020

I messaggi di padre Enrico - Dopo Pasqua #54

Domenica 24 maggio 2020

Domenica VII Settimana di Pasqua Solennità dell'Ascensione

Amiche e amici carissimi e preziosi ben ritrovati: che la Festa dell'Ascensione
sia per noi rinnovo di speranza e occhi profondi di fede!

Testi: At 1, 1 - 11 Sal 46 Ef 1, 17 - 23 Mt 28, 16 - 20


Avevano vissuto di continuo almeno tre anni in piena familiarità con Lui. Davanti a loro aveva insegnato, consolato, guarito, risuscitato morti, l'avevano visto appeso a una croce per amore loro e di tutti gli uomini. Dopo la morte è resuscitato, si è mostrato vivo ai discepoli, così vivo da camminare, farsi toccare, mangiare, parlare, affidare nuovi compiti così che percepissero tutto il suo amore e tutta la fiducia che nutriva per loro.
E quando è il momento di tornare al Padre essi lo rincontrano sulla cima del monte "quando lo videro, si prostrarono, essi però dubitarono" (Mt 28,17). Come vediamo nel dipinto di Francesco Trevisani del 1700. Si prostrarono: quindi lo hanno riconosciuto, si buttano a terra bocconi, in segno di adorazione, quindi hanno fede, eppure dubitano. Si! Dubitano: proprio come noi. Anche noi abbiamo sperimentato quanto è cambiata la nostra vita dopo averlo incontrato, preghiamo, ascoltiamo la Parola nell'assemblea dei fratelli, eppure siamo così spesso sorpresi dal dubbio che non ci lascia tranquilli. Come possiamo reagire, non lasciarcene vincere? "Andando, uscendo da se stessi per annunciare a tutti la bellezza di una vita che Lo incontra" così don Bruno Tarantino.
Sorprendente e quasi da non credere il dubitare dei discepoli, ancora in questo decisivo momento, ma anche consolante e illuminante per noi.
- Consolante: perchè il dubbio spesso si presenta, ci disorienta, e ci ferisce, ma dopo... ecco che comprendiamo che il dubbio superato, o che anche ci portiamo dentro, non cancella la fede. A me è di grande aiuto un punto interrogativo che troviamo nel Vangelo. La donna di Samaria dopo l'incontro con il Maestro va e con grande coraggio mostra la sua nuova e gioiosa libertà, e grida ai suoi compaesani: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto quanto ho fatto - che sia il Cristo?". Non ha l'evidenza, non ha chiarezza assoluta, ma quello che ha vissuto, quanto ha scoperto di bello, non può tenerlo per sé! E quel dubbio perderà la sua forza proprio mentre viene manifestato!
- Illuminante: Gesù non si ritrae davanti alla nostra fragilità, mostra la sua grande fiducia in uomini così deboli affidando loro ciò che ha di più caro: il suo piano di salvezza per tutti gli uomini. Ma allora perchè scoraggiarci? Non si tratta di crogiolarci nei difetti, nelle fragilità; ma certi nella Sua promessa "Riceverete la forza dallo Spirito Santo", cercheremo di imitare Gesù che ha fatto delle sue ferite nei piedi, nelle mani, nel costato un alfabeto di amore, feritoie che emanano luce, così anche noi con i nostri punti deboli accettati con semplicità e coraggio, diventeremo contagiosi nella fede. Quale il segreto? In una comprensione più piena di quella parola "Battezzate" che troviamo sulle labbra del Signore.
Ascoltiamo P. Ermes Ronchi: "Battezzare non significa versare un pò d'acqua sul capo delle creature; significa immergere. Immergete ogni uomo in Dio, fatelo entrare, che si lasci sommergere dalla vita di Dio, da quella linfa vitale, fategli incontrare davvero il Padre, il Figlio e lo Spirito". Ecco se vivremo così il nostro Battesimo, assolveremo la missione che Gesù ci ha affidato: essere portatori di speranza, di quella speranza di cui gli uomini in questo oggi sono più che mai assetati, ricordando che Gesù ci ha promesso "Ecco io sono con voi tutti i giorni!" (Mt 28,20).
E ora una preghiera di Giovanni Vannucci che sembra scritta per questo tempo di incertezza che stiamo attraversando.

O Signore, apri i nostri occhi
alla novità di ogni alba.

Il sogno che oggi ci stimola
è il tuo futuro che ci chiama,
la tua vita che si esprime
in nuove, inimmaginabili forme.

Tu, o senza limiti,
ci chiami a novità crescente,
ci inviti nella tua dimora tu,
che dimora non hai.

La tua tenda è sempre oltre, sempre oltre,
il tuo infinito cammino sia il nostro,
o Signore!

Spunti per la preghiera/riflessione
- - 1). Mi soffermo talvolta a pensare a Gesù e a coloro che mi hanno amato e provo gioia e gratitudine perchè mi hanno aperto la strada e sono giunti alla meta?
- - 2). Quando mi sono trovato smarrito e in preda al torpore dello scoraggiamento chi sono stati gli angeli che, come agli apostoli, mi hanno svegliato e mi hanno rimesso in corsa?

Cari amiche e amici che ci sia dato oggi la capacità di guardare con un sorriso i nostri limiti e di riprendere slancio nella testimonianza.

Con affetto sempre nuovo Vostro P. Enrico S.J.

giovedì 21 maggio 2020

I messaggi di padre Enrico - Dopo Pasqua #53

Giovedì 21 maggio 2020

Giovedì della VI settimana di Pasqua

Amiche e amici carissimi e preziosi il Signore si faccia compagno di cammino in questa nostra giornata! La proposta è di allenarci a passare dai momenti di pesantezza allo sguardo fiducioso,
dal malumore alla serenità.

Testi: At 18, 1 - 8 Sal 97 Gv 16, 16 - 20

"Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia" (Gv 16,20).

L' ambiente è il cenacolo, nel mezzo della cena (che sarà l'ultima) i discepoli si rendono conto che il Maestro sta dando il suo addio e rimangono costernati. Gesù sa che nella vita si attraversano momenti molto duri e di conseguenza anche stati d'animo pesanti e senza luce. Ma vuole dirci che la tristezza non è una situazione normale della vita ma che è un passaggio provvisorio, non è un buco nero da cui non si può riemergere. La tristezza va affrontata e superata e Lui si impegna per questo, dà la sua parola "la vostra tristezza si cambierà in gioia" e poco dopo "ora siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia" (Gv 16,22). Gesù non è il Maestro serioso che tiene le distanze con cui ogni battuta, ogni silenzio, ogni allegria è proscritta. Non ha forse un significato che il primo miracolo lo ha fatto a una festa di nozze perchè non sfiorisse la gioia? Lo aveva ben capito Celentano, il cantautore, che anni fa al giornalista che gli chiedeva: "Chi è Dio per lei?" la sua pronta risposta è stata: "Dio è uno allegro". Di fatto nel Vangelo la gioia appare in tanti aspetti diversi e sempre collegata luminosamente con l'amore. In quel momento drammatico alla vigilia della sua terribile morte, segno di un amore totale, senza se e senza ma, il sentimento della gioia torna con insistenza sulle labbra di Gesù che per due volte arriva a parlare di pienezza della gioia.
Papa Francesco che non è un ingenuo sognatore riprende "la sfida" lanciata da Gesù a questo mondo, che spesso fa dello scetticismo, del pessimismo e del sospetto i suoi maestri, e quando presenta le cinque caratteristiche della santità di oggi, al secondo posto, mettendola in particolare rilievo, indica "gioia e buon umore" (Gaudete et Exultate 122-128) e la propone subito dopo "sopportazione, mitezza, e pazienza" e anche prima dei capitoletti "in comunità" e "in preghiera costante".
Ma che cosa può aiutare a vivere la gioia cristiana, quali i suoi segreti? Vi propongo alcuni atteggiamenti, a mio parere, importanti:
- Riconoscere la preziosità che Dio vede in me e il suo amore per me sempre instancabile e sempre nuovo. Quando si arriva a dire, guardando la propria vita "eppure io mi sento fortunato!" è segno che siamo contenti dell'esistenza che Dio ci ha dato. E questa parola diventa un inno di grazie a Dio più forte di tante preghiere.
- Alimentare gratitudine e stupore verso Dio Creatore e Amico. Ci sentiamo raggiunti da tanto amore e ci sarà spontaneo vedere il lato bello delle cose e ogni giorno custodirà una novità da scoprire.
- Vivere come preziosa risorsa affetti e relazioni anche difficili, sapendo che siamo nutrimento l'uno per l'altro.
- Cercare, e chiedere a Dio, il senso degli avvenimenti che toccano e provocano la nostra vita. Se sappiamo a cosa serve una fatica, se diamo un significato di amore o/e fede alle sofferenze, "il mio giogo è dolce" (Mt 11,30).
- Ricordare e valorizzare i momenti belli trascorsi sapendo che il prossimo momento bello (S. Ignazio di Loyola direbbe "consolazione") non tarderà.
Termino ricordando Ezio Bosso, il musicista di cui abbiamo raccolto perle domenica scorsa. All'interlocutore che gli chiedeva: "Tu sei felice?" rispondeva: "non ti so dire se sono felice, ma ti so dire che tengo stretti i momenti di felicità che vivo fino in fondo, fino alle lacrime... i momenti felici... quelli ti tirano su come una maniglia quando sei nel letto e non riesci ad alzarti...".
A suggello una preghiera di S. Alberto Hurtado S.J. (Cile 1901 - 1952)


Preghiera per avere un'anima allegra

Signore sono tanti coloro che soffrono
nel mondo di oggi, e tanto pochi coloro
che sanno dimenticare il proprio dolore,
io chiedo di essere luce che riflette la tua lampada,
e buon lievito che prepara le anime a Te.
Ti ringrazio, Signore, perchè sei risuscitato
ed hai annientato nella mia anima l'angustia del peccato.
Se mi chiedi di darti la vita, desidero darla con gioia, se non mi chiedi di morire, desidero vivere sorridendo. Chiedo di ridere, chiedo di sognare,
chiedo di dare a tutti la gioia di amare.



Spunti per la preghiera/riflessione

- - 1). A che cosa il mio umore è più esposto: a critiche anche benevole, ai contrattempi, a scortesie o freddezze... o quando "sbatto" contro alcuni miei limiti?

- - 2). Mi soffermo a gustare i momenti positivi, a ripensarli, a ringraziare interiormente il Signore e chi li ha favoriti? Lascio che il loro "profumo" continui benefico dentro di me?



In questo dipinto, di un artista sconosciuto, Gesù è in mezzo ai suoi apostoli, ai suoi amici che hanno condiviso con il loro Maestro circa tre anni della loro vita, si trovano nel cenacolo tutto buio all'intorno e una fonte luminosa al centro. Si stringono attorno a Gesù, sembrano formare un unico corpo, sono commossi, tristi, turbati, non capiscono cosa sta per succedere, intuiscono che qualcosa di doloroso sta per accadere ma Gesù li rassicura "la vostra tristezza si cambierà in gioia".
Cari amiche e amici che ci sia dato oggi di vivere questa giornata con gioia e gratitudine.
Vostro P. Enrico S.J.

domenica 17 maggio 2020

I messaggi di padre Enrico - Dopo Pasqua #52

Domenica 17 maggio 2020

Domenica della VI settimana di Pasqua

Ben ritrovati amiche e amici carissimi e preziosi. Buona domenica!
Che il Signore ci aiuti in questo Suo giorno a lasciare zampillare, con forza e gioia,
il comandamento dell'amore.


Testi: At 8, 5 - 8.14 - 17 Sal 65 1Pt 3, 15 - 18 Gv 14, 15 - 21

"Se mi amate osserverete i miei comandamenti" (Gv 14,15).
Mi ha sempre colpito, stuzzicato, incuriosito e in qualche momento anche disturbato questo abbinamento del comando che dice ciò che senza scusanti dev'essere eseguito e l'amore che è qualcosa di intimo e profondo, e che, in modo imprescindibile, richiede libertà, adesione interiore e non solo esecuzione esteriore. Nel discorso dell'ultima cena ritorna più volte il termine "comandamenti" e così nella liturgia: ha risuonato due volte giovedì 14 "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri , come io ho amato voi... voi siete miei amici se fate ciò che io vi comando" (Gv 15, 12.14). E due volte la troviamo anche oggi. Una è quella riportata all'inizio, l'altra è la seguente: "Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama" (Gv 14, 23). A superare il guado dell'apparente contraddizione, e anzi a lasciarmi prendere dal vortice verso l'alto di queste parole, mi hanno aiutato considerazioni ascoltate da un caro amico "guarda che è un ordine d'amore, un ordine che ci viene da Dio che l'ha vissuto su se stesso ...e noi possiamo aderire in piena libertà ...usciamo dalla dimensione di servi per entrare in quella di amici". Ma dove finiremo se ci lasciamo prendere dalla forza di queste parole? Ecco che possiamo trovare un indicazione nelle parole di Ezio Bosso: "Quanto è bella la parola Unione. Deriva da unus, essere uno. Significa divenire un unico corpo condividendo le nostre singolarità e nutrendo attraverso l'altro la nostra esistenza. E' una parola che racchiude la sacralità insita nell'essere umano, la sacralità di vivere ogni giorno per essere inseparabili e proteggersi quotidianamente". Così il grande musicista, morto i giorni scorsi a 48 anni, nella lettera scritta nel 2018 ai cittadini del nostro Continente. Bellezza che ci sorprende e ci fa venire un brivido di scoperta del desiderio che è in ciascuno di noi, e che è anche il sogno di Dio non solo per l'Europa ma per tutta l'umanità. E insieme avvertiremo il misterioso e profondo realizzarsi di quella parola di Gesù: "Vi ho detto tutte queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena" (Gv 15,10). Sentiamo tutto questo vivo nella profondità dell'anima, ma proviamo un certo smarrimento: come è difficile, irraggiungibile. Ecco perché Gesù ci promette lo Spirito Santo. Sarà lui a traghettarci. Chiediamo di crescere nella certa fiducia della Sua vicinanza e nel sostegno che ci verrà per andare verso quelle vette dell'amore che ci appaiono inarrivabili.


Prendiamoci il tempo per gustare e fare nostra questa preghiera e lasciarci infiammare dall' Amore:

Voglio amare come te

Signore mio Gesù,

voglio amare tutti coloro che tu ami.

Voglio amare con te la volontà del Padre.

Non voglio che nulla separi il mio cuore dal tuo,

che qualcosa sia nel mio cuore

e non sia immerso nel tuo.

Tutto quel che vuoi io lo voglio. 

Tutto quel che desideri io lo desidero.


Dio mio, 

ti do il mio cuore,

 offrilo assieme al tuo a tuo Padre,

come qualcosa che è tuo

 e che ti è possibile offrire,

perché esso ti appartiene.

(Charles de Foucauld)


Spunti per la preghiera/riflessione

- - 1). Ricordo momenti in cui, superando la mia ritrosia, ho seguito un imperativo interiore e mi sono ritrovato nel cuore un fuoco di gioia?

- - 2). Verso quali persone oggi posso mostrare particolare gentilezza e premura?


L'immagine che vi proponiamo è un mosaico, rappresenta Gesù in mezzo gli apostoli che insieme formano un triangolo, Gesù è al vertice, ha in mano il rotolo della Parola che oggi ci consegna:"Che vi amiate gli uni gli altri"; è avvolto nel mantello svolazzante, mosso dal soffio dello Spirito lambisce e raggiunge gli Apostoli che con amore attira a se! Il mosaico è di P. Marko Ivan Rupnik S.J., si trova nella cattedrale San Sebastiano, in Bratislava, Slovacchia.


Cari amiche e amici che ci sia dato oggi di sentire l'altro e la sua diversità come nutrimento per la nostra vita.
Come saprete domani in tutta Italia riprendono le Celebrazioni Eucaristiche e nella Chiesa di San Michele riprenderanno con il ritmo consueto, continuiamo con la "Scintilla" fino alla Festa di Pentecoste.


Vostro P. Enrico S.J.
 

sabato 16 maggio 2020

Cristina youtuber per accompagnare i più piccoli verso Gesù


Cristina, una delle "colonne" degli EESS per famiglie, che con il marito Andrea organizza la settimana all'Alpe di Poti, ha trovato un modo molto simpatico per raccontare Gesù ai piccoli, ma anche i valori come l'amicizia e l'accoglienza.

Condividiamo uno dei suoi ultimi video e invitiamo chi di voi ha figli piccoli, a iscriversi al suo canale Youtube "Cristina Santanché", così da ricevere le notifiche quando viene postato un nuovo video, oltre a poter vedere tutti quelli precedenti. 

Buon divertimento piccoli amici!

"Insegno religione nella scuola dell’infanzia da circa quindici anni. Ogni settimana racconto una storia ai miei piccoli studenti scegliendo gli argomenti biblici a loro più familiari (la Creazione, l’arca di Noè, la vita di Gesù, i miracoli e le parabole, la Pentecoste…) tenendo conto anche dell’anno liturgico, ma pure tematiche come la gestione delle emozioni, l’amicizia, l’accoglienza dell’altro…
Mi sono improvvisata youtuber quando sono state chiuse le scuole. Ho la fortuna di avere un figlio “tecnologico” che mi cura l’editing e la pubblicazione dei video; è stato lui a suggerirmi questa modalità per raggiungere i bambini. Ovviamente non è la stessa cosa che incontrarli in classe, dove “costruiamo” insieme la storia. Infatti, la storia è soprattutto un pretesto per consentire ai bambini seduti in cerchio, vicini vicini (!), di raccontarsi, di dare voce a ciò che si muove nel loro cuore.
“Storia di una piccola vite” è un racconto di Bruno Ferrero sull’amicizia. La protagonista, una vitarella, abbandona lo scafo della nave che teneva ben fermo con le sue amiche perché stufa di stare sempre nel suo buco (è la sorte di tanti bambini in questo tempo segnato dal Covid: “io resto a casa!”).
Dopo tante peripezie, la vite scopre che ciò che la fa sentire preziosa è proprio il legame di amicizia con le altre viti sulla nave.
Il messaggio che passa: che anche se costretti a stare lontani, ci tiene uniti il nostro desiderio di rivederci.
Il video è introdotto da uno sketch con Lillo e Lalla, due personaggi che porto con me a scuola, molto amati dai miei studenti".
Cristina

giovedì 14 maggio 2020

Liliana e Angelo commentano il Vangelo del giorno


 Giovedì 14 maggio 2020

Il Vangelo del giorno
commentato dai nostri amici Liliana e Angelo

Quando Padre Maurizio, un nostro amico comboniano, ci ha chiesto di partecipare al commento della parola che va in onda sul loro canale tutti i giorni, ci siamo meravigliati.
Abbiamo espresso con semplicità il nostro vissuto di questo periodo alla luce della parola che ci era stata proposta, ascoltando il nostro cuore.
Liliana e Angelo


> CLICCA QUI PER ASCOLTARE L'AUDIO <

I messaggi di padre Enrico - Dopo Pasqua #51

Giovedì 14 maggio 2020


Giovedì della V settimana di Pasqua - Festa dell'Apostolo S. Mattia


Buona e luminosa giornata amiche e amici carissimi e preziosi.
Oggi l'apostolo Giovanni ci apre il cuore della vita cristiana.
Disponiamoci a scoprire e gustare la ricchezza della parola "rimanere".

Testi: At 1, 15 - 17 . 20 -26 Sal 112 Gv 15, 9 - 17

"Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore...vi ho detto queste cose perchè la mia gioia sia in voi..." (Gv 15, 9-10). L'evangelista Giovanni nella prima parte di questa pericope ci aveva parlato del legame inscindibile tra rimanere e portare frutto; oggi ci pone in un orizzonte così profondo e alto da ritrovarci col fiato sospeso. P. Silvano Fausti, gesuita, appassionato e competente biblista, commentava così queste parole "Siamo vertiginosamente presi nell'amore del Padre e del Figlio, partecipi della vita trinitaria". In effetti gli studiosi vedono in questo capitolo quindicesimo, che comincia con la metafora della vite e dei tralci, il cuore del Vangelo di Giovanni e proprio per questo intreccio tra i verbi rimanere e amare e il loro sfociare in una gioia ineffabile "piena" (Gv 15,10). Per amare Gesù non basta ascoltare la Sua Parola, imitare i suoi esempi, servire i fratelli.... "Rimanere" dice il vertice dell'amore. Di fatto questa è un'aspirazione che tutti noi, in qualche momento, abbiamo vissuto e che in tante famiglie e in tante amicizie si è realizzato: il sentire che quando amiamo vorremmo rimanere sempre. Se manca il "per sempre" quel volersi bene deve ancora maturare. Il "rimanere" dice bene questo giocarsi la vita per l'altro, senza lasciarsi vie d'uscita. E questa è una delle espressioni più alte della libertà. Anche nel nostro rapporto con il Signore è così. Si rimane quando ci si sente a casa. Ancora P. Fausti "Siamo chiamati a dimorare nell'amore suo per noi, che è lo stesso che il Padre ha per lui e per noi. Questa è la nostra vera casa dove possiamo vivere e ritrovare la nostra identità di figli e di fratelli". Rimanere dice continuità, familiarità, costanza.
Oggi è la festa di S. Mattia apostolo, quello scelto per sostituire Giuda ed è interessante il criterio che Pietro indica, per questa fondamentale decisione: "Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal Battesimo di Giovanni..., uno divenga testimone, insieme a noi, della sua resurrezione" (At 1, 21-22). Certo non basta la durata del tempo. E' una durata da ravvivare, da non lasciare scadere a routine. Difficile certo, ma possibile se coltiviamo fede e stupore perchè questo amore di Dio per noi, assieme al dono della vita, si rinnova ogni giorno. Fede e stupore perchè Dio sente e vede la preziosità della mia vita, di quello che io sono, così come in questo tempo mi ritrovo, non diverso (come mi piacerebbe o come penso che dovrei).
Rimanere implica anche la capacità di riprendersi e di essere resilienti (termine che, secondo i linguisti, inizialmente in latino significava la capacità di risalire sulla barca che era stata capovolta dalle onde), quindi la forza d'animo per recuperare e per rinnovare fiducia ed entusiasmo. Dunque sentirci chiamati, secondo un'espressione cara al Card. Martini, a una "instancabile ripresa".
Ecco, concludendo, una breve poesia che con realismo ci sprona e ci incoraggia.


Tre cose

Di tutto restano tre cose:
la certezza che stiamo sempre iniziando,
la certezza che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione, un nuovo cammino,
della caduta, un passo di danza,
della paura, una scala,
del sogno, un ponte,
del bisogno, un incontro.
(Dal romanzo O encontro marcado del brasiliano Fernando Sabino)


Spunti per la preghiera/riflessione

1. Ricordo momenti o situazioni in cui ho sperimentato il "trinomio" : amore - rimanere - gioia?

2. Come mi impatta la poesia Tre cose? Quali sentimenti e desideri smuove dentro di me l'espressione "instancabile ripresa"?



In questo dipinto troviamo trasformate in pennellate le parole di Giovanni: rimanete nel mio amore, e ci aiuta a provare tutto l'amore di Gesù di cui gli apostoli si sentivano nutriti. Ma non solo, l'artista ha inserito anche donne e uomini del suo tempo perchè nessuno si sentisse escluso dal Suo amore e tutti fossero a Lui presenti. Vediamo Gesù seduto al centro che libera un uomo dalle catene, una donna che con delicatezza e affetto gli accarezza il braccio, una mamma in ginocchio veglia sul suo bambino, un uomo indica con la mano Gesù, le donne sono in contemplazione e gli uomini in preghiera. Tutti insieme formano una porzione di Chiesa. Il dipinto è Il Cristo Consolatore, del pittore olandese Ary Scheffer, del 1837, e si trova ad Amsterdam Museum.

Cari amiche e amici che ci sia dato oggi di vivere nel palmo della mano di Dio e di fare posto vicino a noi a chi ha bisogno di coraggio!

Vostro P. Enrico S.J.
 

domenica 10 maggio 2020

I messaggi di padre Enrico - Dopo Pasqua #50

Domenica 10 maggio 2020

Domenica della V settimana di Pasqua

Buona e luminosa domenica amiche e amici carissimi e preziosi. Disponiamoci oggi ad accogliere il frutto di consolazione e di vitalità che il Signore ha preparato per ciascuno di noi.

Testi: At 6, 1 - 7 Sal 32 1Pt 2, 4 - 9 Gv 14, 1 - 12
 
"Non sia turbato il vostro cuore. abbiate fede in Dio" (Gv 14,1).
Siamo nell'ultima cena e Gesù sta conversando in grande intimità con i suoi amici, ancora sorpresi per il maestro inginocchiato ai piedi di ciascuno , rattristati quando li avvisa "ancora un poco sarò con voi" (Gv 13,33), addirittura sconvolti per le parole con cui preannuncia a Pietro (loro riferimento e leader) il triplice misconoscimento. Sono impauriti, disorientati e Gesù, pur consapevole del suo estremo pericolo, si preoccupa per loro: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede...vado a prepararvi un posto...perchè dove sono io siate anche voi". Stupende queste parole di Gesù - così affettuose, così vere - ci dicono che Lui ci ha preso sul serio, ci ha amato così tanto da fare del suo e del nostro un unico destino. Il Figlio di Dio, venendo sulla terra, non ha solo vissuto un'avventura di amore incredibile, mostrandoci un' impresa di dedizione al di là di ogni immaginazione, ma ha deciso che il suo destino di figlio fosse anche il nostro destino; che, se ci sarà un tempo di distanza, sarà solo qualcosa di provvisorio. Lui, infatti, se noi rispondiamo si, anche tra mille tentennamenti e parole rimangiate, non ci lascerà mai più e ci ritroveremo insieme con Lui in una vita di pienezza. Papa Francesco l'altro ieri a Santa Marta, ci ha parlato del modo di prenderci per mano e di consolarci del Signore, come di un'azione che comprende tre momenti: vicinanza, verità, speranza. Gesù sa rendersi vicino anche e particolarmente ai cuori fragili e barcollanti, non annacqua le situazioni, dice la verità e prepara i suoi al turbine che sta per abbattersi, ma la separazione/morte non avrà la vittoria: c'è un amore che è per sempre, una vita oltre la vita. E perchè sentiamo che quelle parole riguardano non solo gli apostoli ma anche ciascuno di noi, troviamo che Gesù qualche giorno prima, da Buon Pastore, aveva affermato con forza: "Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano" (Gv 10,28). Il non perdere niente e nessuno è la perenne preoccupazione del Padre, che Gesù interpreta e fa appassionatamente sua.
E questo sia con le risorse della natura: "E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: raccogliete i pezzi avanzati, perchè nulla vada perduto" (Gv 6,17);
e enormemente di più verso le sue creature più amate: "E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno" (Gv 6,39).
Ecco che proprio in questo tempo sospeso, in cui ci sentiamo così frastornati e incerti, forse impauriti guardando ai prossimi mesi, il Signore ripete anche a ciascuno di noi: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede",e gurdandoci con incoraggiante fiducia: "Chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà più grandi di queste..." (Gv 14,12).
Guardiamo dunque avanti, desiderosi di buttarci nel gioco difficile che il vicino futuro ci presenterà. Lo Spirito del Signore sarà la nostra forza e la nostra consolazione.


Spunti per la preghiera/riflessione
1. Riesci a ricordare momenti della tua storia in cui hai sperimentato da vicino la delicatezza e la consolazione del Signore?

2. Che impatto ha su di te la parola: "Vado a prepararvi un posto?". Preferisci pensare ad altro, oppure ti soffermi per interiorizzarla e gustarla?


Cari amiche e amici incamminiamoci oggi nella via maestra dell'Amore come questa intensa preghiera, di un caro amico per me e per tanti di voi, ci suggerisce:

Preghiera per ottenere l'Amore


Io comprendo, o Signore,
che non posso cercare altrove
chi dia senso, un senso d'amore, alla vita,
e gioisco nel sapere che Tu mi ami
e nell'intravedere aperta davanti a me
la grande via maestra dell'amore:
quella che porta alle soglie della tua casa.

E io già penso al giorno in cui arriverò.
So che non ci sarà bisogno di bussare:
ecco Tu sei già lì, in piedi,
in attesa di quell' istante.
Già fin d'ora GRAZIE!

[P. Francesco Botta S.J. + 08/05/2008]


In questo dipinto di un artista sconosciuto vediamo Gesù circondato dagli apostoli, ha appena finito di lavare loro i piedi, adagiati sul pavimento ci sono la bacinella e il telo; dietro Gesù scorgiamo Giuda che va via. Guardiamo per un momento gli apostoli: ascoltano attenti, hanno capito il momento drammatico che Gesù sta vivendo; nei loro volti cogliamo commozione, tristezza, inquietudine; alcuni sono in ginocchio, hanno le mani giunte, altri in piedi, sono tutti ammutoliti; il più giovane Giovanni prega, davanti a Gesù c'è Pietro con la barba lunga, pensieroso e intristito, e dietro di lui un apostolo che si asciuga le lacrime. I loro gesti dicono amore per Gesù e unione tra di loro. Gesù fissa i loro occhi e li benedice, desidera rassicurarli e dice loro: "Non sia turbato il vostro cuore vado a prepararvi un posto...perchè dove sono io siate anche voi".
Luminosa domenica a tutti e a ciascuno di voi!

Vostro P. Enrico S.J.